Lettera a Jannik Sinner dopo il trionfo a Indian Wells
LETTERA A JANNIK SINNER DOPO IL TRIONFO A INDIAN WELLS
Ho pensato molto a come cominciare. Avrei potuto utilizzare il “caro”, visto che la tua figura pubblica ti porta a entrare nella vita delle persone e a venir riconosciuto quasi come un volto familiare. Ma poi ho pensato che “egregio” da ex-gregis — fuori dal gregge — ti si addiceva di più. Sei sicuramente fuori dal comune: un campione.
24 anni, 4 slam vinti.
Ci hai fatto vincere due Davis. Su Wikipedia si legge che vieni già considerato come uno degli sportivi italiani più forti di sempre. E hai ancora quasi tutta la carriera davanti.
Quindi…

Egregio Jannik,
complimenti per le tue vittorie e per il prestigio che porti all’Italia in campo sportivo.
Sei un atleta esemplare per la dedizione che dimostri verso il tennis e per la professionalità che ti distingue come uno tra i più forti al mondo. La tua decisione di occuparti dell’educazione dei più piccoli, attraverso la Jannik Sinner Foundation, è degna di encomio.
Ho seguito da distante le tue imprese e ascoltato con attenzione le tue interviste. So che, sotto il mantello da supereroe, c’è un giovane uomo che deve affrontare le difficoltà e le prove del vivere. Esattamente come ognuno di noi.
Il 13 luglio 2025 ero davanti alla tv, insieme alla mia famiglia, a vederti trionfare su Alcaraz, diventando così il primo italiano a vincere Wimbledon. Che gioia, che emozione, che vanto.
È lì che per la prima volta mi sono accorto di quanto la tua figura può essere di esempio.
Proprio in quel giorno l’ONU aveva confermato l’uccisione di 875 palestinesi a Gaza. Uccisi mentre cercavano cibo: 201 lungo i percorsi degli aiuti, le restanti nei punti di distribuzione.
E tu?
Niente. Niente! Niente!
“Sto vivendo il mio sogno”…e bla bla bla… “Qui ci sono i miei genitori e mio fratello” e bla bla bla… a ”Parigi la sconfitta è stata durissima” e bla bla bla…
“Mi emoziono perché solo io e le persone che mi sono vicine sanno esattamente cosa abbiamo attraversato dentro e fuori dal campo, e non è stato per niente facile”… e bla bla bla bla bla bla bla.
E questo è proprio il punto, egregio Jannik.
Non ci sono solo le persone che ti stanno vicine. Il mondo non finisce fuori dal campo di tennis. L’altro giorno lo hai rifatto.
Ecco le tue parole dopo la vittoria a Indian Wells:
2 minuti e 18 secondi di nulla spiegato benissmo. Nulla.
Un’incetta di banalità che neanche Cetto La Qualunque, dopo aver vinto le elezioni rubando, sarebbe stato capace. Senza dubbiamente.
Si stima che oggi nel mondo vengano combattute 32 guerre.
Ogni giorno persone innocenti muoiono per ingrassare il portafoglio di qualcuno che poi usa il tuo sport come vetrina.
Ti danno un microfono in mano, milioni di persone ti stanno guardando.
Persone che pendono dalle tue labbra, giovani che ti vedono come un modello da imitare.
Sono le nostre azioni a creare il mondo, in questo momento, come in ogni momento.
E tu?
Telecamere puntate. “Il mio team, gli amici, la famiglia a casa: grazie a tutti voi per continuare a spingermi verso i miei limiti”.
No Jannik, i tuoi limiti sono molto più in là.
Puoi fare molto di più.
Puoi diventare l’icona di un tempo, facendo sentire la tua voce.
Forse è già nato in Italia un tennista più forte di te, e magari tra qualche anno potresti finire dimenticato.
Ma oggi puoi diventare molto di più.
Siamo tutti uniti e lo sport, è un mezzo attraverso cui nuovi messaggi possono arrivare alle nuove generazioni.
Ti lascio uno spunto.
Potresti impararlo a memoria e recitarlo alla vittoria del tuo prossimo torneo.
Vedrai che la Rolex continuerà a farti da sponsor.
Il tennis non può stare senza di te, non ti bandiranno dai tornei. Continuerai a vincere. Anzi, sono convinto che vincerai ancora di più e avrai molti più tifosi.
Dicevo, ti lascio uno spunto: sono le parole di chi rimarrà indimenticabile per aver detto le cose come stanno:
“Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformati in cinici, l’abilità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchine ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è vuota e violenta e tutto è perduto. L’aviazione e la radio hanno avvicinato la gente, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà dell’uomo, reclama la fratellanza universale. L’unione dell’umanità. Persino ora la mia voce raggiunge milioni di persone.
Milioni di uomini, donne, bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di segregare, umiliare e torturare gente innocente. A coloro che ci odiano io dico: non disperate! Perché l’avidità che ci comanda è soltanto un male passeggero, come la pochezza di uomini che temono le meraviglie del progresso umano. L’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori. Il potere che hanno tolto al popolo, al popolo tornerà. E qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa.”
Charlie Chaplin, Il grande dittatore.
Forza Jannik, credo in te.
Sei giovane, ricco e famoso.
Hai una famiglia che ti sostiene, un sacco di amici e un team vincente.
Sei l’idolo di migliaia di ragazzini che sognano di diventare come te.
Non accontentarti di essere un grande tennista.
Diventa un grande uomo.
Credo in te Jannik.
Con sincera stima,
Nicola Cacco
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